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Frontiere, migranti e rifugiati è il titolo della mostra cartografica ideata da Philippe Rekacewicz.
Inaugurazione martedì 23 marzo ore 16,30
La mostra cartografica ideata da Philippe Rekacewicz esplora le relazioni tra le frontiere e le migrazioni internazionali. Disegni e testi raccontano le storie individuali di quattro migranti che, per motivi diversi, son arrivati dall'Africa all'Austria dopo viaggi lunghi e pericolosi. Daniel, che dopo due anni tra treni, aerei e navi, e dopo tre mesi di reclusione in un centro di permanenza, aspetta che la sua richiesta di asilo sia accettata; Gabriel, medico nel Togo, costretto a fuggire dalla repressione politica; Djewe, giornalista camerunese, perseguitato politicamente.
Marcus vittima di discriminazione religiosa. Le carte dimostrano che le frontiere non sono indelebili, e raramente corrispondono a una separazione naturale geografica, ma spesso invece sono il risultato di scelte politiche dell'uomo e dei confronti tra gli Stati. Una carta delle frontiere più sorvegliate al mondo mostra che per molti Stati, sopratutto nel Nord del mondo, la frontiera tende a trasformarsi in uno sbarramento destinato a proteggersi dello straniero, considerato come un pericolo potenziale. Così gli Stati Uniti costruiscono su un terzo della loro frontiera col Messico un muro gigantesco, mentre l'Arabia Saudita intende erigerne uno per separarsi dall'Iraq, dallo Yemen e dal Qatar. L'isola di Cipro è sempre spezzata in due dalla « Linea verde ». L'Unione europea, con gli accordi di Schengen, fa sparire i controlli all'interno dello spazio comunitario e diminuisce l'importanza delle frontiere, ma parallelamente si chiude maggiormente nel confronto dello spazio extra-comunitario e adotta leggi criminalizzando l'immigrazione.
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